Black hat SEO: le strategie da evitare su Google

strategie Black Hat SEO

Hai mai sentito parlare delle strategie di "Black Hat SEO"? 

Questo termine si riferisce a un mondo manipolativo, in cui alcune tecniche segrete vengono utilizzate per spingere un sito web alle vette dei risultati di Google. 

Ma attenzione, perché queste azioni sono tutto tranne che etiche! 

Immagina di cercare una parola chiave su Google e di vedere un sito apparire tra i primi risultati, ma in realtà quel sito non merita affatto di essere lì. 

Questo è il risultato della Black Hat SEO, un sito web che gioca sporco per scalare le classifiche. 

Ma quali sono le tecniche di questa pratica e quali sono i rischi che comportano? 

È tempo di scoprirlo insieme, ma preparati a entrare in un mondo fatto di segreti, manipolazioni e colpi bassi.

In questo articolo parleremo di:

Quali sono i rischi delle tecniche Black hat SEO

Se pensi che la Black Hat SEO sia la strada veloce verso il successo, ti sbagli di grosso. 


Anche se può sembrare efficace inizialmente, ti avverto che i rischi sono altissimi. I motori di ricerca, con Google a guidare la carica, hanno messo a punto sofisticati strumenti per smascherare queste pratiche sleali. 


E quando individuano un sito che le adotta, scattano misure drastiche come penalizzarlo nelle SERP o persino eliminarlo dall'indice.


E fidati, nessun marchio, per quanto famoso, è al riparo da queste gravi conseguenze.

Black hat SEO: 5 strategie da evitare

Se sei nuovo nel mondo della SEO, potresti avere difficoltà a capire quali pratiche siano corrette e quali no. Ma niente paura, siamo qui per aiutarti! 


Vogliamo che tu abbia successo in modo etico e duraturo. Quindi, per aiutarti a evitare errori costosi, ecco le principali strategie che sono vietate dalle linee guida di Google e che dovresti assolutamente evitare.


1. Keyword Stuffing


Questa tecnica consiste nell'inondare il tuo sito web di parole chiave nei titoli, nelle descrizioni e nel testo, sperando di ingannare i motori di ricerca e salire in classifica. 


Ma, anche se potresti ottenere un momentaneo aumento di visibilità, c'è un prezzo da pagare. Gli utenti vedranno il tuo sito come di scarsa qualità e i motori di ricerca, scoperto l'inganno, potrebbero bannarlo. 


2. Tecnica del testo nascosto


La tecnica del testo nascosto consiste nell'inserire deliberatamente del testo dello stesso colore dello sfondo o con dimensioni di carattere pari a zero, al fine di nascondere il testo agli utenti ma renderlo comunque visibile ai motori di ricerca. 


Questo approccio era spesso utilizzato per inserire parole chiave in modo eccessivo nelle pagine web, al fine di migliorare il posizionamento sui risultati di ricerca. 


Tuttavia, questa pratica è considerata scorretta secondo le linee guida dei motori di ricerca e può comportare penalizzazioni al posizionamento del sito web. 


I motori di ricerca hanno sviluppato algoritmi sempre più sofisticati per rilevare il testo nascosto e identificare tentativi di manipolazione dei risultati di ricerca. 


Ti consigliamo quindi di seguire SEMPRE le linee guida dei motori di ricerca e utilizzare pratiche di ottimizzazione per i motori di ricerca etiche ed efficaci.


3. Cloaking


Altra tattica da evitare è il cloaking che implica la pubblicazione di contenuti o URL differenti per utenti e motori di ricerca, così da fornire un'esperienza diversa a seconda del caso.


Questo sarebbe un chiaro tentativo di classificare le pagine con un contenuto creato per i motori di ricerca, ma intanto gli utenti sono indirizzati verso qualcosa di non voluto. 


Si tratta di una pratica non consentita in quanto mira a violare le linee guida.


4. Contenuto generato automaticamente e/o duplicato


Creare contenuti di qualità non è un'impresa facile, ma è comunque uno dei principali fattori di ranking di Google


Un sito web che offre contenuti originali, informativi e di valore per gli utenti, avrà maggiori probabilità di posizionarsi più in alto nei risultati di ricerca rispetto a un sito che offre contenuti di scarsa qualità o duplicati. 


Tuttavia, alcune persone utilizzano tecniche "Black Hat" per cercare di manipolare i motori di ricerca e ottenere un posizionamento più elevato senza investire nella creazione di contenuti di qualità. 


Ad esempio, una pratica comune è generare automaticamente una serie di pagine locali con lo stesso contenuto, ma con il solo cambio del nome del luogo, cercando di posizionarsi in diverse località senza offrire contenuti veramente rilevanti per ciascuna di esse. 


Piuttosto che creare pagine duplicate con contenuti identici per diverse località, si potrebbero creare contenuti unici e di valore per ciascuna località, offrendo informazioni specifiche su quella particolare area geografica. 


Questo non solo aiuterebbe a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, ma offrirebbe anche un'esperienza utente migliore e più autentica.


5. Doorway e gateway


Le pagine Doorway sono come un trucco da prestigiatore per ingannare i motori di ricerca e ottenere una posizione privilegiata nelle SERP. 


Ma attenzione, perché queste pagine sono solo fumo senza fuoco! Non offrono alcun contenuto di valore agli utenti, ma cercano solo di raggiungere il primo posto nelle ricerche con parole chiave specifiche. 


Le pagine Gateway, invece, vengono utilizzate per illudere gli utenti e reindirizzarli altrove con trucchetti ingannevoli come reindirizzamenti automatici. 


Ma non lasciarti ingannare da queste scorciatoie, perché rischi di incorrere in penalizzazioni dai motori di ricerca e di vedere la visibilità del tuo sito web precipitare.


Investi invece in una SEO etica e di qualità, che ti garantirà risultati duraturi e ti aiuterà a costruire una presenza online di successo.

Come segnalare l'uso di tecniche SEO Black Hat

Cosa succede quando uno dei tuoi concorrenti ricorre alle tattiche Black hat e non viene penalizzato? 


In situazioni del genere puoi inoltrare una segnalazione spam a Google, se ritieni che il sito incriminato ha ottenuto il posizionamento grazie a link a pagamento, spam oppure con altre violazioni.


È frustrante scoprire che ci sono siti web che ingannano il sistema e se la cavano indisturbati. Per fortuna, Google sta affinando sempre di più i suoi strumenti per bloccare queste pratiche "black hat" e impedire a questi siti di scalare le vette delle SERP. 


Anche se ci sono ancora alcuni siti web che sembrano andare bene sfruttando queste tattiche, non avranno vita lunga e sono destinati al fallimento.

In conclusione

Ricorda sempre che le tattiche di Black hat SEO comportano seri rischi per qualsiasi sito web, pertanto non sono soluzioni valide per migliorare la visibilità online.


Sicuramente queste tattiche non sono più usate come un tempo, ma esistono ancora molti SEO che intraprendono azioni non proprio etiche, facendo credere alle aziende che si tratta invece di un sistema largamente in voga nel mondo del marketing.


In realtà siamo di fronte a vere e proprie violazioni delle linee guida di Google.


Ti consigliamo quindi di restare alla larga dalle tattiche Black hat e di ottimizzare il tuo sito con metodologie regolari ed etiche.


Elena Pavia Digital Coach

Elena Pavia

Amo lavorare con i membri della nostra community per aiutarli a migliorare la visibilità online del proprio sito web con consigli pratici. Ho investito anni ad imparare gli aspetti tecnici dei principali CMS, e a scrivere contenuti web per aiutare i nostri membri a realizzare una campagna di comunicazione di successo!

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